Posizioni in cui dormire: come il sonno può trasformarsi in alleato o sabotatore della salute del corpo

Questo articolo mi offre la possibilità di scusarmi con i miei vecchi seguaci e prendermi responsabilità di un’errata informazione che per anni ho diffuso come verità assoluta.

Per quasi vent’anni sono stato accanito sostenitore del fatto che dormire in decubito laterale, quindi su uno dei due fianchi, fosse la posizione più idonea.

Non ricordo nemmeno l’origine di questa mia convinzione, forse da qualche studio dell’università o forse per sentito dire da qualcuno dei miei mentori; sta di fatto che ho creduto ciecamente a questo assunto, promuovendolo e difendendolo a spada tratta, anche perché io stesso ho dormito per una vita intera (fino a un mese fa) sul fianco, prediligendo quello sinistro.

Quante notti a sentire mia moglie che mi dice: “ma mi dai già le spalle?”

Per anni e anni, girarmi sul fianco sinistro mi conciliava a prendere sonno nel giro di brevissimo tempo.

Poco prima di Natale 2014, leggendo con maggiore attenzione uno studio sui carichi assiali che gravano sul terzo disco lombare a seconda della posizione che assumiamo, questa granitica certezza ha iniziato a vacillare.

Come evidenziato nella figura a lato, si può notare come il carico sui dischi vertebrali aumenta esponenzialmente dalla posizione sdraiata a quella in piedi sollevando un carico.

Osservando attentamente le possibili diverse  sfumature di posizione, ho notato che stando sdraiati in decubito laterale sul terzo  disco del tratto lombare si scaricano ben kg 75, mentre da supini (a pancia in su) il carico si riduce a kg 25 (vedi figura sottostante la prima – fonte Pivetta)

In questa immagine non è presa in considerazione la posizione prona (a pancia in giù), ma personalmente ritengo che sia la posizione meno indicata per dormire poiché lo schiacciamento del torace non consente di respirare agevolmente, oltre al fatto che il collo subisce una sorta di “tortura” per il fatto di rimanere in torsione per ore e ore. Tuttavia sono tante le persone che dormono in posizione prona e ciò lo si può spiegare attraverso una necessità del corpo di assumere quella posizione per allentare i disagi che il tratto lombare soffrirebbe mettendosi supini o in decubito laterale. Questa condizione è definita tecnicamente “posizione antalgica“, ovvero un’istinto che il corpo ha nel trovare una posizione di convenienza per limitare al minimo i disagi di cui soffre (per approfondimenti puoi leggere anche il mio precedente articolo). In anni di attività ho potuto osservare, grazie ai miei clienti, che tutti quelli abituati a dormire a pancia sotto, soffrono o hanno sofferto in passato di lombalgia.

E’ bene sapere che le alterazioni che gravano sulla colonna vertebrale rappresentano alcuni tra i principali problemi sanitari della nostra società e interessano fino all’80% della popolazione europea (studi effettuati dal ricercatore svedese Alf Nachemson); in particolare le patologie a carico dei dischi lombari,  sono foriere di disagi che vanno dal mal di schiena, alla sciatalgia, alla perdita di sensibilità di parte o di tutto l’arto inferiore fino al piede, all’insorgenza dell’alluce valgo, al senso di debolezza, a problemi organo viscerali come l’incontinenza e altro, solo per citarne alcuni.

Tornando al confronto tra il dormire sul fianco o a pancia in su, ho potuto sperimentare su me stesso il potere che hanno le convinzioni sulle decisioni che prendiamo ogni giorno.

La mia resistenza residua al cambiamento, per qualche giorno, mi ha fatto quasi fare finta di niente di fronte all’evidenza che, per il tratto lombare, dormire sul fianco non è poi così salutare e conveniente.

Fortunatamente, per anni mi sono allenato all’osservazione con distacco, ovvero la capacità di saper osservare la realtà senza farsi condizionare dalle emozioni, che in qualche modo possono interferire sulle scelte che si compiono.

Una parte di me, quindi, ha registrato la nuova informazione e non l’ha scartata a priori.

Mi sono trovato d’istinto ad ascoltarmi la notte prima di prendere sonno su come mi sentivo a stare sul fianco sx, ed effettivamente percepivo qualcosa di strano.

Poi l’osservazione si è ampliata provando a mettermi a pancia in su per confrontare le due sensazioni: la schiena stava meglio, era più sgravata, ma qualcosa mi chiedeva di rimettermi sul fianco: l’abitudine alleata con la convinzione!

Complici i molteplici impegni e conscio del fatto che il corpo comanda (ovvero è inutile forzarlo in una posizione in cui non è comodo), in qualche modo ho riposto nel cassetto questa esperienza, in attesa di avere maggiori strumenti per analizzarla a fondo.

E qui ho tratto un nuovo insegnamento: quando ti apri al cambiamento, arrivano le coincidenze giuste per trovare le giuste risposte.

Nel giro di pochi giorni, mosso dal fatto che mia moglie aveva messo in relazione i suoi dolori articolari al risveglio con il letto su cui dormivamo dal 2004, mi sono attivato per provvedere a cambiarlo.

Mi sono rivolto a uno specialista del dormire di Milano, conosciuto per coincidenza andando al  Sana di Bologna per una conferenza che dovevo tenere.

La prima cosa che mi ha chiesto è stata: “in che posizione dorme lei?”

In quell’istante la mia fierezza, o meglio presunzione professionale, si è riaffacciata e ho risposto: “sul fianco sx”.

Immediata fu la risposta: “non va bene dormire sul fianco, la schiena e tutto il corpo soffre, bisogna dormire supini!”. A ciò aggiunse: “ma lo sa lei che durante il sonno il corpo svolge le operazione di riparazione dei danni della giornata e che recupera energie per il giorno successivo? Se quando dorme, lo fa su di un letto sbagliato e nella posizione sbagliata, la qualità del sonno scade e, nel medio e lungo termine, il corpo si ammala invece di guarire”

Concluse in modo profetico: “Vedrà che comprando il letto che le faccio vedere, nel giro di una settimana dormirà naturalmente a pancia in su e il suo corpo starà meglio, si riparerà da tutti i danni che ha; così sarà anche per sua moglie”

Queste parole fecero breccia in me e mi convinsi di essermi imbattuto in un valido professionista, perché da sempre ho la certezza che il sonno sia l’attività più importante  e rigenerante della giornata.

Basta osservare cosa accade in natura: quando un animale soffre o è ammalato, per guarire più in fretta dorme.

A questo punto le nuove informazioni in cui mi ero imbattuto cominciavano a prendere forza.

Per farla breve, dopo una riflessione durata un mese circa, d’accordo con mia moglie, abbiamo comprato il letto consigliato e, ben prima della previsione fatta, mi sono ritrovato a dormire a pancia in su naturalmente.

Anzi, ora a stare su di un fianco soffro; ma soprattutto quando mi sveglio, oltre a stare decisamente meglio rispetto al passato, non vedo l’ora che arrivi sera per sdraiarmi sul letto perché avverto consapevolmente che l’organismo tutto ne giova, e dire chi io non sono mai stato un dormiglione!

Per la cronaca: anche a mia moglie sono spariti i dolori che ci hanno spinti a cambiare letto.

Autore dell'articolo: (Giovanni Castellani)
Laureato in Scienze Motorie, iscritto all’albo Nazionale dei Chinesiologi, dal 2007 sono titolare dello Studio di Ginnastica Posturale a Cernusco S/N, dove svolgo l’attività di educatore posturale e motorio. Nel 2013 ho conseguito una specializzazione in Nutrizione e Dietetica, grazie alla quale opero come educatore alimentare. “Benessere Posturale Integrale” è il Sistema che ho ideato che combina l’esperienza e le competenze acquisite nel corso degli anni, al fine di operare per il benessere della persona a 360°, sia per privati che per aziende.