La colonna vertebrale: cose da sapere per proteggere l’ammortizzatore del nostro corpo

R = n² + 1 

No, non avete sbagliato articolo, anche se a prima vista può sembrare un post sulla matematica!

Questa equazione rappresenta una delle condizioni più importanti in rapporto alla colonna vertebrale, però scarsamente conosciuta e tenuta in considerazione da chi si occupa di benessere posturale e fitness in genere.

Il suo significato è il seguente:

è la resistenza che la colonna riesce a esprimere ai carichi assiali che gravano quotidianamente su di essa. I carichi assiali sono determinati dalla sommatoria della forza di gravità, che ci attira al suolo, e dal peso dell’atmosfera, che ci schiaccia verso il suolo. Queste due forze, sommate assieme, generano una compressione sul corpo e la colonna vertebrale è la parte del corpo incaricata di gestire al meglio questa forza. Nella figura sottostante sono riportati degli esempi di quanto peso grava sul terzo disco lombare della colonna a seconda della posizione che assumiamo.

n²+1 indica il numero delle curve della colonna al quadrato a cui si deve aggiungere 1 per ottenere il coefficiente di resistenza della colonna ai suddetti carichi. Essendo tre, in origine, le curve della colonna, sviluppando l’equazione si ottiene il seguente risultato:       R = 3²+1 = 10 

Quindi, in condizioni ottimali, con le tre curve conservate e inalterate nel loro grado di curvatura, il coefficiente di resistenza della colonna vertebrale a i carichi assiali equivale a 10. Nel caso in cui una o più curve dovessero ridursi di grado o, peggio ancora, raddrizzarsi (tecnicamente rettificazione), il coefficiente di resistenza diminuirebbe drasticamente.

Ipotizziamo il verificarsi di una situazione che di fatto spesso capita di riscontrare nei referti di radiografie e altri esami clinici che vengono fatti per esaminare le condizioni di salute dell’albero della vitarettificazione del tratto cervicale a seguito di un colpo di frusta. Con l’abolizione di una delle tre curve, l’equazione, a questo punto, andrebbe riscritta in questo modo: R=2²+1= 5 (vedi figura soprastante)

Come vedete la capacità di resistere ai carichi assiali si riduce drasticamente del 50%, ciò significa che ogni cosa che viene fatta nel quotidiano (camminare, stare seduti, alzare pesi, fare sport, ecc…) ha un impatto maggiore sulla colonna vertebrale, esponendoci a rischi quali: discopatie, protrusioni discali, ernie discali, sciatalgia, ecc…

Per fare un esempio di vita reale, la posizione seduta (leggi mio precedente articolo) orienta il tratto lombare della colonna verso l’inversione di curva (la lordosi fisiologica che dovrebbe connotare il tratto lombare diviene cifosi), esponendo i dischi di quella parte a carichi aumentati e a patologie particolari nel medio/lungo termine. Conoscere questa informazione ci permette di poter agire con cognizione di causa e rimediare a una delle più frequenti condizioni patologiche del tratto lombare: l’ernia del disco e conseguente sciatalgia.

Prendersi cura della propria colonna dovrebbe essere una delle attenzioni maggiori che dovremmo avere, dato che al suo interno è contenuto in midollo spinale, ovvero la centralina elettrica del nostro organismo. Disagi al midollo spinale possono alterare la giusta funzione di organi e visceri, oltre che comportare dolori di varia natura.

La bella notizia è che con semplici accortezze è possibile fare molto per mantenerci in forma; per esempio un esercizio molto efficace per la salute della schiena è la squadra rovesciata alla parete, qui sotto riportato:

E’ importante che nell’eseguirlo, l’osso sacro aderisca al pavimento; più l’angolo di lavoro è chiuso e più è facile che l’osso sacro tenda a sollevarsi da terra, nel caso in cui non si sia molto elastici a livello muscolare. In tal caso suggerisco di lavorare con un angolo più aperto. Una volta trovata la posizione idonea concentratevi sulla respirazione addominale profonda, cercando di rimanere concentrati su quello che state facendo senza farvi distrarre dai pensieri.

Sono sufficienti 10 minuti al giorno prima di andare a dormire per “resettare” le tensioni muscolari accumulate durante la giornata e dare sollievo al tratto lombare, in particolare, e in generale a tutta la colonna vertebrale. Nel giro di poche settimane, se sarete costanti nel farlo, potrete notare notevoli benefici a 360°.

Vi auguro una buona pratica e non esitate a contattarmi in caso abbiate bisogno di maggiori informazioni per eseguirlo al meglio!

 

Autore dell'articolo: (Giovanni Castellani)
Laureato in Scienze Motorie, iscritto all’albo Nazionale dei Chinesiologi, dal 2007 sono titolare dello Studio di Ginnastica Posturale a Cernusco S/N, dove svolgo l’attività di educatore posturale e motorio. Nel 2013 ho conseguito una specializzazione in Nutrizione e Dietetica, grazie alla quale opero come educatore alimentare. “Benessere Posturale Integrale” è il Sistema che ho ideato che combina l’esperienza e le competenze acquisite nel corso degli anni, al fine di operare per il benessere della persona a 360°, sia per privati che per aziende.